Il meconio è la prima cacca del tuo bambino: quasi nera, densa e appiccicosa. Poi, nel giro di pochi giorni, le feci cambiano colore, ed è proprio questo che rende il pannolino così utile da osservare. Quanto latte arriva al seno non lo puoi vedere, e anche con il biberon la quantità da sola non dice tutto. Quello che esce dall’altra parte, invece, lo vedi ogni giorno.
In breve
- Primo meconio
- entro 24 h
- Prima pipì
- entro 24 h
- Feci gialle
- verso il 5° g.
- Bagnati dal 5° g.
- ≥ 6 in 24 h
A 6–12 settimane
- Pannolini bagnati
- ca. 6 pesanti
- Feci (formula)
- 1–2× al dì
- Aumento/settimana
- ca. 170–330 g
- Febbre da
- 38,0 °C
Che cos’è il meconio?
In breve: il meconio è la prima evacuazione del tuo bambino: quasi nera, appiccicosa e molto densa. Nei neonati a termine arriva quasi sempre nelle prime 24 ore. Dal 2° giorno circa compaiono le feci di transizione, verde-marroni, e intorno al 5° giorno le feci diventano gialle. Dopo due o tre giorni la maggior parte del meconio è uscita.
Il meconio è una massa nera e viscosa. Nella pancia il tuo bambino inghiotte liquido amniotico e, insieme a quello, finiscono nell’intestino cellule della pelle desquamate, peluria fine e muco. La bile colora tutto di quasi nero. In compenso, il meconio ha pochissimo odore.
A metterlo in moto è il primo latte. Il colostro, il latte denso dei primi giorni, ha un lieve effetto lassativo e aiuta a espellere il meconio. Per questo, nei primi giorni, attacca il tuo bambino al seno almeno otto volte in 24 ore, anche più spesso se vuole, anche di notte. Così stimoli sia la produzione di latte sia la digestione. Se il tuo bambino prende latte artificiale, questa funzione la svolge il latte del biberon.
I prematuri spesso si prendono più tempo: solo poco più di un terzo emette il primo meconio nelle prime 24 ore, e per quasi un terzo ci vogliono più di 48 ore. Per capire che cosa è ancora nella norma per il tuo prematuro, chiedi in ospedale o al pediatra.
Dopo 24 ore non è ancora uscito il meconio? Allora avvisa ancora lo stesso giorno: in ospedale il personale del reparto, a casa il pediatra, fuori orario la guardia medica (in Italia il 116117, dove è attivo, oppure il numero della tua ASL). Succede ad alcuni bambini e di solito non è nulla di grave, ma va valutato. Dopo 48 ore senza meconio il tuo bambino deve essere visitato da un medico: a quel punto una telefonata non basta più.
Che cosa può esserci dietro: la causa più frequente è un tappo di meconio molto denso che ostruisce l’uscita e che di solito si risolve con una piccola manovra medica. Più raramente il problema riguarda l’intestino stesso, per esempio nel morbo di Hirschsprung, in cui mancano cellule nervose nell’ultimo tratto intestinale, oppure in un’occlusione da meconio molto denso, di solito legata alla fibrosi cistica. La fibrosi cistica viene valutata anche nello screening neonatale con il prelievo dal tallone in molti Paesi. Il medico palperà l’addome, controllerà l’ano e, se necessario, richiederà una radiografia o un clisma opaco.
Il tuo bambino ha bisogno di aiuto medico immediato se, insieme a questo, ha la pancia molto gonfia, tesa e chiaramente sporgente, anche molto tempo dopo la poppata, se beve male o vomita verde. Verde qui significa verde erba fino a verde scuro come gli spinaci, non il latte giallastro-biancastro che molti bambini rigurgitano. Se sei stata dimessa poco dopo il parto, annota l’ora del primo pannolino nero e del primo pannolino bagnato.
A proposito: in circa 12–20 parti su 100 il meconio viene emesso già prima della nascita e il liquido amniotico appare verdastro. Solo circa 2–10 di questi 100 bambini sviluppano problemi respiratori per questo motivo (aspirazione di meconio), quindi il team del parto controlla con particolare attenzione il respiro.
Quasi nera, densa e appiccicosa: per la primissima cacca è proprio normale.
Come pulire delicatamente il meconio
Il meconio si attacca come catrame: alla pelle, alle dita e spesso anche al body. Strofinare serve a poco e irrita la pelle delicata. Così è più semplice:
Prepara tutto prima: pannolino pulito, lavette morbide, acqua tiepida, asciugamano, cambio di vestiti. Lavati le mani prima e dopo.
Togli prima il grosso: con la parte anteriore pulita del vecchio pannolino puoi portare via subito la maggior parte dello sporco.
Ammorbidisci invece di strofinare: appoggia per qualche secondo una lavetta bagnata e tiepida sulla parte appiccicosa, poi pulisci delicatamente. Meglio più passaggi leggeri che uno energico.
Basta l’acqua: nelle prime settimane non servono né sapone né salviette umidificate, che possono irritare la pelle sensibile. Fuori casa, le salviette possono andare bene in via eccezionale.
Asciuga tamponando e proteggi: tampona bene sederino e pieghe cutanee. Uno strato sottilissimo di vaselina o di crema barriera protegge la pelle nei giorni in cui si cambiano molti pannolini. Niente borotalco: se viene inalato, può danneggiare i polmoni.
Pulisci nella direzione giusta: nelle bambine sempre da davanti verso dietro, per evitare che i germi intestinali arrivino alla vagina. Nei bambini non tirare indietro il prepuzio.
Lascia libero il moncone ombelicale: ripiega il bordo del pannolino sotto l’ombelico, così il moncone resta all’aria e si asciuga. Se si sporca, puliscilo con acqua pulita e asciugalo tamponando. Se la pelle intorno si arrossa, trasuda o si gonfia, fallo controllare ancora lo stesso giorno.
Mai lasciare il bambino da solo: sul fasciatoio tieni sempre una mano su di lui.
I bambini molto piccoli hanno spesso bisogno di 10–12 pannolini puliti al giorno, quelli più grandi di solito 6–8. Questo è il numero dei cambi, non il limite per capire se beve abbastanza: quello lo trovi più sotto.
Se il sederino si arrossa, cambia più spesso il pannolino, pulisci solo con acqua, asciuga tamponando, lascia il tuo bambino per qualche minuto senza pannolino più volte al giorno in una stanza calda e metti un velo di crema barriera. Se la pelle non migliora, se l’arrossamento si allarga oppure vedi chiazze rosso vivo, ben delimitate, con puntini ai bordi, spesso nelle pieghe, potrebbe trattarsi di una micosi da pannolino. In quel caso serve una pomata prescritta dal pediatra.
Le feci del neonato nella prima settimana
Nei primi giorni l’evoluzione del colore segue uno schema piuttosto affidabile. Per giorno 1 si intendono le prime 24 ore dopo la nascita.
Giorno 1–2 – meconio: nero fino a verde oliva scuro, denso e appiccicoso. Almeno un pannolino così al giorno, spesso più di uno.
Giorno 2–4 – feci di transizione: verde-marroni fino a verde-gialle, molto più morbide, a volte cremose. Il latte sta arrivando e si mescola agli ultimi residui di meconio. Dal 3° giorno di solito sono tre o più scariche al giorno.
Dal 4° giorno più chiare, intorno al 5° giorno gialle – feci da latte: nei bambini allattati al seno sono giallo intenso o giallo senape, liquide o pastose; nei bambini nutriti con formula sono giallo-marroni e un po’ più consistenti.
Perché questo cambiamento è così utile: le feci gialle ti dicono che il latte sta attraversando l’intestino. Pannolini gialli intorno al 5° giorno sono un ottimo segno. Da quel momento fino a circa sei settimane, i bambini allattati al seno hanno di solito tre o più scariche gialle al giorno, ognuna almeno grande quanto una moneta da 2 euro. Se per un’intera giornata sono meno di tre, oppure se al 5° giorno le feci sono ancora scure e dense, probabilmente non arriva ancora abbastanza latte: chiama ancora lo stesso giorno il pediatra o una consulente per l’allattamento e fai pesare il bambino. Che cosa puoi fare nel frattempo lo trovi nel riquadro «Troppo pochi pannolini?».
In questi giorni latte e feci sono collegati anche in un altro modo. Attraverso le feci il tuo bambino elimina la bilirubina, il pigmento giallo che sta dietro all’ittero del neonato. Se un bambino beve poco, evacua anche meno, e la bilirubina resta più a lungo nel corpo. Anche per questo attaccare presto e spesso al seno è utile.
Chi sa come appare la normalità nota da solo quando c’è qualcosa di insolito.
Feci normali del neonato
Una volta passato il meconio, le feci normali del bambino possono avere un aspetto molto diverso a seconda dell’alimentazione: feci da latte materno, da formula o una via di mezzo. Tutte queste varianti sono normali:
Allattato al seno: giallo intenso fino a giallo senape, a volte arancione, liquido o cremoso, spesso con piccoli granuli simili a fiocchi di latte. L’odore è delicato, spesso leggermente acidulo, e può uscire anche con una certa forza.
Con latte artificiale: da giallo-marrone a marrone, più consistente e pastoso, ma mai duro: al massimo compatto come plastilina morbida. L’odore è decisamente più forte.
Alimentazione mista: qualcosa nel mezzo, spesso come una pasta morbida.
Che cosa significa «pallido»: se le feci sembrano sbiadite, gessose, biancastre, grigie, beige o color argilla, manca il pigmento della bile. Non è mai solo una variante del giallo, ma un motivo per far visitare il tuo bambino entro 24 ore. In caso di dubbio, confrontale alla luce del giorno con le descrizioni più sotto.
Se cambi formula o aggiungi il biberon al seno, è normale che le feci cambino colore, odore e consistenza. Alcune formule speciali, per esempio quelle fortemente idrolisate, le rendono spesso verdastre. Se diventano dure o friabili, senti il pediatra prima di cambiare latte.
Colori delle feci del neonato
- Da giallo a marrone
- normale
- Verde
- di solito ok
- Rosso o sangue
- medico oggi
- Pallide, biancastre
- medico in 24 h
Verdi, schiumose, mucose
Nei neonati le feci verdi rientrano quasi sempre nella normalità. Conta soprattutto distinguere tra un verde intenso o scuro, che è normale, e feci pallide, grigio-verdi, che invece rientrano tra i colori d’allarme. Il verde compare quando il contenuto intestinale passa più velocemente, con alcune formule speciali, in caso di infezione con diarrea oppure senza un motivo evidente. Se il tuo bambino beve bene, cresce ed è vigile, il verde da solo non è un segnale d’allarme.
C’è però un’eccezione da conoscere: scariche piccole, rare, verde scuro o brunastre insieme a pochi pannolini bagnati possono indicare che il tuo bambino riceve troppo poco latte. In questo caso va pesato ancora lo stesso giorno.
E quello che mangi tu? I gas di cavoli, cipolle o legumi non passano nel latte materno. In generale, durante l’allattamento non devi eliminare nulla. Solo se noti chiaramente che qualcosa non fa bene al tuo bambino, puoi provare a evitarlo. Una vera dieta va sempre seguita con supervisione medica.
Anche la consistenza dice molto:
Granulose come fiocchi di latte: normale, soprattutto nei bambini allattati al seno.
A getto, quasi esplosive: normale nei bambini allattati al seno.
Un po’ di muco: in un bambino vivace che beve bene spesso è innocuo.
Muco con striature di sangue: dal pediatra ancora lo stesso giorno.
Molto acquose, quasi completamente assorbite dal pannolino, molto più frequenti del solito: sospetto diarrea.
Dure, friabili, a palline: segno di stitichezza. In un bambino allattato esclusivamente al seno è molto insolito e va controllato.
Importante nei bambini allattati al seno: feci liquide non significano diarrea, sono spesso la normalità. La diarrea si riconosce dal cambiamento: improvvisamente molto più frequente e molto più acquosa di prima. Siccome così i bambini perdono liquidi in fretta, chiama il pediatra oppure, fuori orario, la guardia medica (in Italia il 116117, dove è attivo, oppure il numero della tua ASL).
Nei bambini allattati al seno le feci liquide sono la norma. La diarrea si riconosce dal cambiamento.
Rosso o arancione nel pannolino
Nei primi giorni molti genitori trovano nel pannolino macchie arancioni o rosa-rossastre, dall’aspetto polveroso. Di solito non è sangue, ma la cosiddetta polvere di mattone: minuscoli cristalli di sali dell’acido urico, gli urati. Si formano quando l’urina è ancora molto concentrata, cosa del tutto normale finché la quantità di latte è ancora piccola.
Nei primi tre giorni di vita è normale. Appena il latte aumenta, l’urina diventa più chiara e la polvere di mattone scompare. Se la vedi ancora dal 4° giorno di vita in poi, è un indizio che non sta arrivando abbastanza latte: attacca più spesso il bambino al seno e parlane ancora lo stesso giorno con il pediatra o con una consulente per l’allattamento. Se ricompare più tardi, per esempio in una giornata calda o con la febbre, anche in quel caso l’urina è troppo concentrata: offri più spesso il seno o il biberon e, se i pannolini bagnati restano pochi, chiama.
La polvere di mattone appare polverosa o cristallina, più arancio-rosata, e si trova nella macchia di urina. Il sangue invece è rosso fino a brunastro oppure compare come striature e filamenti nelle feci. Se non sei sicura, trattalo come se fosse sangue.
Nelle bambine c’è una seconda spiegazione innocua: tra il 2° e il 10° giorno di vita può uscire un po’ di sangue dalla vagina, una piccola pseudomestruazione dovuta al rapido calo degli ormoni della gravidanza dopo la nascita. Di solito si ferma da sola dopo tre o quattro giorni. Se dura di più, aumenta oppure non è chiaro che il sangue venga dalla vagina, falla controllare.
Il sangue nelle feci va sempre valutato da un medico ancora lo stesso giorno, così come feci che tornano nere dopo la fase del meconio. Le cause più frequenti, però, di solito si gestiscono bene:
Sangue materno ingerito: durante il parto oppure più tardi da capezzoli ragadizzati e sanguinanti. Può comparire come puntini scuri o feci nere, a volte anche nel rigurgito. Durante la visita, dì se i tuoi capezzoli sanguinano. I capezzoli doloranti, inoltre, sono un segnale che vale la pena controllare l’attacco al seno.
Una piccola fissurazione anale: striature di sangue rosso vivo all’esterno delle feci, spesso dopo feci dure.
Reazione alle proteine del latte vaccino: muco con striature di sangue in un bambino altrimenti vivace, possibile anche nei bambini allattati esclusivamente al seno. In questo caso non cambiare da sola la tua alimentazione e non smettere di allattare: fallo valutare dal medico.
Conserva il pannolino o fotografalo alla luce del giorno. Il tuo bambino ha bisogno di aiuto immediato se c’è molto sangue, se le feci sono nere e catramose insieme a pallore, se c’è sangue nel vomito, pancia gonfia oppure se appare molto abbattuto. Se dopo la nascita il tuo bambino non ha ricevuto completamente la vitamina K prevista, ogni sanguinamento va chiarito subito.
Le macchie rosa-arancio dei primi giorni di solito non sono sangue, ma cristalli di urati.
Quante scariche sono normali?
La frequenza con cui un neonato «deve fare la cacca» varia tantissimo e nelle prime settimane cambia molto.
Allattato al seno, fino a circa sei settimane: di solito tre o più scariche morbide al giorno, a volte quasi dopo ogni poppata. Meno di tre in un’intera giornata, a questa età, è il vero segnale d’allarme: il bambino va pesato ancora lo stesso giorno.
Allattato al seno, da circa sei settimane in poi: in molti bambini le evacuazioni diventano più rare. Alcuni continuano a scaricare più volte al giorno, altri solo ogni pochi giorni, qualcuno circa una volta a settimana. Se le feci restano morbide, il tuo bambino beve bene, ha abbastanza pannolini bagnati e cresce, non è stitichezza. Dopo più di sette giorni senza feci, però, chiama comunque il pediatra, anche se il bambino è sereno. E se a dieci settimane scarica ancora quasi dopo ogni poppata, anche questo è normale.
Con latte artificiale: di solito una o due scariche al giorno, nelle prime settimane anche più spesso; più avanti va bene anche a giorni alterni. Pause più lunghe sono meno spesso normali nei bambini nutriti con formula: se per più di due giorni non evacua oppure se le feci sono dure, friabili o a palline, chiama il pediatra.
E lo sforzo? Molti bambini gemono, spingono, diventano paonazzi e piangono prima di evacuare, a volte per 10–30 minuti. Gli esperti lo chiamano dischezia del lattante. Nella pancia lo sfintere è rimasto chiuso per nove mesi; ora il tuo bambino sta imparando a rilassarlo al momento giusto e, insieme, a spingere con l’addome. Se alla fine escono feci morbide, non è stitichezza. Tienilo tranquillo, anche con le gambine piegate, ma non aiutarlo introducendo qualcosa nel sederino: così ritarda il momento in cui imparerà da solo. Entro i 2–3 mesi la maggior parte dei bambini ci riesce.
Se è davvero stitichezza – feci dure, friabili o a palline – puoi provare così:
Se prende latte artificiale, controlla la preparazione: segui esattamente le istruzioni della confezione, prima l’acqua e poi i misurini rasi, mai un misurino in più e mai più diluito.
Massaggia delicatamente la pancia con mani calde in senso orario intorno all’ombelico.
Piega delicatamente le ginocchia del tuo bambino verso la pancia e mantienile un attimo, come in posizione accovacciata, oppure fai muovere lentamente le gambine come in bicicletta.
Attacca più spesso al seno un bambino allattato, e offri come al solito il biberon a un bambino nutrito con formula.
Meglio evitare senza consiglio medico: supposte, clisteri, lattosio, tisane, acqua o succhi, e niente «aiutini» con termometro o cotton fioc. Il miele non va dato per tutto il primo anno di vita, perché può contenere i batteri del botulismo infantile. Se questo non basta, se il tuo bambino ha dolore, la pancia gonfia o vomita, va portato dal pediatra. Se già il meconio era arrivato tardi e da allora il bambino ha spesso feci dure e addome gonfio, dillo espressamente durante la visita.
Uno sguardo in avanti: con l’inizio delle pappe le feci diventano più marroni, più consistenti e più odorose. Pezzetti non digeriti, per esempio di carota, sono normali, e alcune verdure possono colorarle di arancione o rossastro.
Nel pannolino molti colori possono essere normali. È quando il colore manca che bisogna drizzare le orecchie.
Feci chiare nel neonato
Una carta dei colori delle feci aiuta a confrontare, se il pediatra o il punto nascita te ne danno una. Una carta tipica mostra sette campi colore. I campi da 1 a 4 indicano colori sani – marrone, marrone-verde, arancione e giallo. I campi da 5 a 7 mostrano tonalità pallide: giallo chiaro, verde pallido e beige. Questi tre sono colori d’allarme.
Dietro questa carta c’è una malattia rara ma seria: l’atresia delle vie biliari. In questo caso i dotti biliari sono chiusi e la bile non riesce a defluire nell’intestino. Siccome la bile dà colore alle feci, queste diventano pallide, color argilla o quasi bianche. Spesso si associano anche un ittero che non passa e urine insolitamente scure. Colpisce circa 1 bambino ogni 20.000 e spesso per molto tempo i piccoli sembrano stare bene. Il pallore può esserci fin dall’inizio oppure comparire lentamente nelle prime settimane: per questo vale la pena osservare da subito.
Perché qui i giorni contano: la malattia si può operare, e l’intervento funziona tanto meglio quanto prima viene fatto, idealmente nei primi due mesi di vita. Prima si interviene, più a lungo si riesce a preservare il fegato del bambino. Inoltre, senza bile nell’intestino, il corpo assorbe male la vitamina K e il sangue coagula peggio: anche per questo è importante la profilassi con vitamina K prevista dal punto nascita e dal pediatra.
Come usare la carta: dopo la fase del meconio, dai ogni giorno un’occhiata consapevole a un pannolino, meglio alla luce del giorno: due secondi bastano, non serve trasformarlo in un’ispezione continua. Se le feci ti sembrano più chiare del solito e hai una carta dei colori, tienila direttamente accanto. Non confrontarle con foto sul telefono, perché gli schermi falsano i colori. Se il colore corrisponde a uno dei campi pallidi oppure appare biancastro, grigio o color argilla, fai visitare il tuo bambino entro 24 ore, anche se per il resto sembra stare bene e il prossimo bilancio di salute è tra settimane. Basta anche un solo pannolino chiaramente pallido e, se capita nel weekend, significa: guardia medica o pronto soccorso pediatrico, non aspettare lunedì.
Questo vale anche dopo il secondo mese di vita: feci pallide sono sempre, a qualsiasi età, un motivo per una visita entro 24 ore. E se finora non hai mai guardato una carta dei colori ma hai sempre visto pannolini ben gialli, arancioni, verdi o marroni, non ti sei persa nulla. Se non hai una carta, confronta con le descrizioni qui sopra.
Ittero del neonato
Più della metà di tutti i neonati diventano un po’ gialli nei primi giorni, di solito soprattutto intorno al 3° giorno, spesso quando siete già a casa, indipendentemente da dove sia nato il tuo bambino. Nella maggior parte dei casi la colorazione gialla scompare da sola entro due settimane. Ecco come controllarla:
Porta il tuo bambino alla luce del giorno, non sotto una lampada.
Premi brevemente con un dito sulla punta del naso o sulla fronte e poi lascia. Se la zona chiara appare giallastra invece che bianca, il tuo bambino è giallo.
Guarda il bianco degli occhi: è particolarmente importante se la pelle è più scura e il giallo si vede meno.
Controlla fin dove arriva il giallo. Inizia dal viso e, se aumenta, scende verso torace e pancia fino a braccia e gambe.
Il giallo solo sul viso è frequente. Chiama ancora lo stesso giorno il pediatra se il tuo bambino diventa più giallo, se il giallo arriva a pancia, braccia o gambe, oppure se nel frattempo è difficile da svegliare, beve male o è molto irritabile. L’occhio può ingannare: il valore si può misurare in ambulatorio. Dopo un parto in casa o in una casa maternità, fai valutare dal pediatra qualsiasi colorazione gialla e fai misurare il valore, anche se per il resto il bambino sembra stare bene. Lo stesso vale dopo una dimissione precoce: meglio misurare una volta di troppo che una volta troppo tardi.
Se l’ittero dura più di due settimane, nei prematuri più di tre settimane, va chiarito dal medico, di solito con un prelievo di sangue. In quell’occasione si misura anche un valore che indica se la bile defluisce correttamente (bilirubina diretta). Chiedilo pure. Nei bambini allattati al seno un ittero più prolungato è spesso innocuo, ma lo si sa solo dopo i controlli. Continuare ad allattare, di regola, è la scelta giusta; acqua o tisane non aiutano.
Il tuo bambino ha bisogno di aiuto medico immediato se diventa giallo già nel primo giorno di vita oppure se è giallo e in più quasi non si sveglia o non beve.
Il mio bambino beve abbastanza?
Soprattutto nei primi giorni molte madri dubitano del proprio latte, e misurarlo davvero non è possibile. Proprio qui aiutano i pannolini bagnati e sporchi: sono uno dei segnali quotidiani più importanti che indicano che sta arrivando abbastanza latte.
Il numero di pannolini bagnati aumenta passo dopo passo nei primi giorni insieme alla quantità di latte. Fino al 4° giorno vale come regola pratica: più o meno tanti pannolini bagnati quanti sono i giorni di vita del tuo bambino.
Giorno 1 (prime 24 ore): almeno uno, di solito uno o due
Giorno 2: due o tre
Giorno 3: tre o quattro
Giorno 4: quattro o cinque
Dal 5° giorno: almeno sei pannolini ben bagnati in 24 ore, spesso sei-otto
Quanto vuol dire «ben bagnato»? I moderni pannolini usa e getta assorbono così bene che perfino un pannolino pieno può sembrare quasi asciutto al tatto. Per farti un’idea:
Il test dei 45 ml: versa tre cucchiai d’acqua, cioè circa 45 millilitri, in un pannolino pulito e sollevalo. Dal 4°–5° giorno in poi, un pannolino ben bagnato pesa più o meno così. Nei primi giorni, naturalmente, i pannolini sono più leggeri.
La bilancia da cucina: pesa un pannolino pulito e uno usato. 1 grammo in più corrisponde a circa 1 millilitro di urina: quindi circa 45 grammi in più indicano un pannolino ben bagnato.
La striscia indicatrice: molti pannolini hanno una striscia che cambia colore. Dice che il pannolino è bagnato, ma non quanto.
Il colore: in un bambino ben idratato l’urina è chiara o giallo pallido. Urina giallo scuro dopo i primi giorni suggerisce che arriva troppo poco liquido.
Quando conti, vale questo: un pannolino con urina e feci conta per entrambe le cose, e i numeri tornano se cambi più o meno a ogni pasto. Dopo le prime settimane spesso cambi meno, perché i pannolini tengono di più. Allora conta il quadro generale: pannolini pesanti, urina chiara, un bambino che cresce. A 6–12 settimane di solito ci sono circa sei pannolini ben bagnati in 24 ore e l’urina è chiara o giallo pallido. Una lunga notte con un pannolino del mattino molto pesante non è un allarme. Se dal 5° giorno circa il pannolino resta davvero asciutto per più di otto ore (verificalo con la bilancia da cucina), chiedi subito un parere medico.
Come riconosci che manca liquido: pannolini molto pochi, leggeri o giallo scuro, bocca asciutta o saliva appiccicosa, fontanella infossata – il punto morbido in cima alla testa, quando tieni il bambino in posizione verticale, appare chiaramente più basso del solito – e un bambino insolitamente sonnolento o irritabile. Se noti uno di questi segni, attacca più spesso al seno o offri il biberon e chiama ancora oggi; di notte, la guardia medica (in Italia il 116117, dove è attivo, oppure il numero della tua ASL). Se la fontanella è infossata, il bambino beve appena o appare molto abbattuto, ha bisogno di aiuto medico immediato. Acqua o tisane non sono la soluzione: nei primi mesi tutti i liquidi di cui ha bisogno arrivano dal latte materno o dal latte artificiale, anche quando fa caldo.
Il pannolino, però, non è l’unico segnale. Anche queste osservazioni dicono molto:
Poppate frequenti: nelle prime settimane molti bambini vogliono mangiare 8–12 volte in 24 ore, compresa la notte. I segnali precoci di fame sono schioccare le labbra, tirare fuori la lingua, cercare girando la testa e portare la mano alla bocca; il pianto arriva più tardi.
Buon attacco al seno: il tuo bambino ha la bocca ben aperta, il mento tocca il seno e sopra il labbro superiore si vede più areola scura che sotto il labbro inferiore. Le guance sono tonde, dopo qualche suzione rapida il ritmo rallenta e lo senti deglutire. Dopo i primi secondi non deve fare male.
Segnali d’allarme nell’allattamento: dolore persistente, capezzoli doloranti o sanguinanti, oppure quasi ogni poppata dura più di 50 minuti senza che il tuo bambino sembri soddisfatto. In questi casi cerca rapidamente una consulenza per l’allattamento.
Soddisfazione: dopo la maggior parte dei pasti il tuo bambino appare rilassato e il seno ti sembra più morbido.
Il peso è il segnale più affidabile. Nei primi giorni i bambini perdono inizialmente peso. Una perdita fino a circa il 7 per cento è frequente: con un peso alla nascita di 3.500 g significa 245 g. Se supera questo valore, vale la pena osservare più da vicino come beve; dal 10 per cento, qui 350 g, serve una valutazione medica. Di solito il peso alla nascita viene recuperato in 7–10 giorni; al più tardi entro due settimane dovrebbe essere successo. Dopo, nei primi due mesi, i bambini aumentano circa 170–330 g alla settimana.
E chi lo pesa? Chiedi al pediatra o al consultorio un breve appuntamento per il peso tra un bilancio di salute e l’altro, oppure fatti prestare o noleggia una bilancia per neonati. Pesalo nudo, sulla stessa bilancia, circa una volta a settimana, non subito prima o subito dopo aver mangiato. Pesarti una volta con e una volta senza il bambino sulla bilancia di casa è troppo impreciso per differenze così piccole.
C’è un aspetto che sorprende molti: un neonato molto tranquillo, che si fa sentire poco e dorme tanto, non è automaticamente sazio. I bambini che ricevono troppo poco a volte diventano più sonnolenti che rumorosi e possono perfino sembrare contenti. Se si fa sentire di rado o se i pannolini restano sotto i numeri attesi, sveglialo per mangiare – nel sonno leggero, spogliato, pelle a pelle – e chiama ancora lo stesso giorno il pediatra o una consulente per l’allattamento.
Annota i pannolini, almeno finché i numeri non tornano e il peso alla nascita non è stato recuperato. Basta un foglio sul fasciatoio con quattro colonne: ora, bagnato, feci con colore, ha mangiato. Oppure lo registri in Moonsleep. L’importante è non dover contare a memoria alle tre di notte e avere una risposta concreta quando telefoni, invece di un vago «non saprei».
Importante: i singoli numeri non sono un giudizio su di te o sul tuo allattamento. Contare i pannolini è una guida approssimativa, non uno strumento di misura. Quello che conta è l’insieme di pannolini, alimentazione e peso.
A cosa prestare attenzione
Il tuo bambino ha bisogno di aiuto medico immediato – chiamando il 112 o il 118 o andando al pronto soccorso pediatrico più vicino, anche di giorno – se:
vomita verde erba fino a verde scuro oppure ha la pancia molto gonfia, tesa e sporgente,
si lascia svegliare a fatica, appare molto abbattuto, ha la fontanella infossata o beve pochissimo,
dal 5° giorno circa non ha avuto pannolini bagnati per più di otto ore,
diventa giallo già nel primo giorno di vita,
ha molto sangue nelle feci, sangue nel vomito oppure feci nere come catrame ed è pallido, oppure sanguina senza motivo da ombelico, naso o bocca,
ha meno di tre mesi e una temperatura rettale di 38,0 °C o più – oppure meno di 36,5 °C.
Chiama il 112 o il 118, invece di metterti in macchina, se il tuo bambino fatica a respirare, appare bluastro o grigio, ha una crisi convulsiva, non si sveglia bene oppure se sei da sola e non ti senti di guidare in sicurezza.
Come misurare bene: usa un termometro digitale, spalma la punta con un po’ di vaselina, metti il tuo bambino sulla schiena, solleva le gambine e inserisci la punta nel sederino solo per circa 1–2 cm. Tieni fermo il termometro finché non suona. Se il valore è sotto 36,5 °C, controlla che la punta fosse ben posizionata e misura subito di nuovo. Se resta sotto oppure il tuo bambino appare abbattuto, chiedi aiuto immediatamente. Da 38,0 °C in poi vale: non aspettare e non continuare a misurare finché non esce un numero che rassicura.
Fai visitare il tuo bambino entro 24 ore – anche di notte e nel weekend tramite la guardia medica (in Italia il 116117, dove è attivo, oppure il numero della tua ASL), anche se per il resto sembra stare bene – se:
le feci sono pallide, biancastre, grigie, beige o color argilla, oppure corrispondono ai campi chiari della carta dei colori delle feci,
a 48 ore dalla nascita non è ancora uscito il meconio – e in quel caso avvisa già lo stesso giorno, non il giorno dopo.
Chiama ancora lo stesso giorno – il pediatra o, fuori orario, la guardia medica – se:
il tuo bambino nato a termine, 24 ore dopo la nascita, non ha ancora emesso meconio oppure non ha ancora avuto un pannolino bagnato,
ha meno pannolini bagnati di quelli indicati sopra, dal 5° giorno meno di sei in 24 ore,
l’urina resta giallo scuro dopo i primi giorni oppure dal 4° giorno di vita compare ancora polvere di mattone,
intorno al 5° giorno le feci sono ancora scure e dense oppure il tuo bambino allattato al seno, fino a circa sei settimane, ha meno di tre scariche al giorno,
c’è sangue nelle feci oppure le feci tornano nere dopo la fase del meconio (tranne se il tuo bambino prende gocce di ferro, cosa che riguarda di solito soprattutto i prematuri),
l’ittero aumenta, arriva fino alla pancia o alle gambe, dura più di due settimane oppure compare solo dopo,
ha perso il 10 per cento del peso alla nascita oppure a due settimane non ha ancora recuperato il peso della nascita,
beve male, si fa sentire pochissimo per mangiare, è insolitamente sonnolento oppure vomita più volte a getto.
Prima di chiamare, tieni pronti: età in giorni o settimane, ultimo peso, pannolini bagnati e scariche delle ultime 24 ore, ultimo pasto, temperatura con orario e modalità di misurazione, una foto del pannolino alla luce del giorno e da quando va avanti così. Per iniziare basta una frase: «Il mio bambino ha dieci giorni, da stamattina ha avuto solo due pannolini bagnati e beve male».
In Italia, per i consigli medici non urgenti c’è il 116117 dove è attivo, per le emergenze il 112 o il 118. Non devi decidere da sola quanto sia serio: meglio una telefonata in più che una in meno.
Domande frequenti
Quanto dura il meconio?
Di solito due o tre giorni. Nei bambini nati a termine il primo meconio arriva quasi sempre nelle prime 24 ore; poi, tra il 1° e il 2° giorno, spesso ci sono ancora diversi pannolini con feci nere e appiccicose. Dal 2° giorno circa il latte inizia a mescolarsi, le feci diventano verde-marroni e più morbide, e intorno al 5° giorno sono gialle. Nei prematuri tutto questo può richiedere più tempo. Se a 24 ore dalla nascita non è ancora uscito nessun meconio, avvisa ancora lo stesso giorno; dopo 48 ore il tuo bambino deve essere visitato da un medico.
Per quanto tempo un neonato può non fare la cacca?
Dipende dall’età e dal tipo di alimentazione. Un bambino allattato al seno sotto le sei settimane circa evacua ogni giorno, di solito tre volte o più. Meno di tre scariche in un’intera giornata, a questa età, è un motivo per chiamare ancora lo stesso giorno e farlo pesare. Da circa sei settimane in poi, nei bambini allattati al seno pause di alcuni giorni possono essere normali, se poi le feci restano morbide, il tuo bambino beve bene, ha abbastanza pannolini bagnati e cresce. Dopo più di sette giorni senza feci, però, chiama comunque il pediatra. I bambini nutriti con formula di solito scaricano una o due volte al giorno, almeno un giorno sì e uno no. Se passa più tempo oppure le feci sono dure, senti il pediatra.
Le feci al 4° giorno sono ancora scure: è normale?
Spesso sì. Tra il 2° e il 4° giorno sono normali le feci di transizione, scure e verdastre; dal 4° giorno diventano più chiare e intorno al 5° giorno gialle. Se al 5° giorno sono ancora scure e dense, probabilmente sta arrivando ancora troppo poco latte: attacca più spesso il bambino e chiama ancora lo stesso giorno il pediatra o una consulente per l’allattamento. Diverso è se le feci erano già diventate gialle e tornano nere. Può trattarsi di sangue digerito e va valutato da un medico ancora lo stesso giorno. Spesso proviene da capezzoli materni dolenti e sanguinanti: dillo durante la visita. Anche le gocce di ferro scuriscono le feci, ma di solito vengono date soprattutto ai prematuri.
Devo svegliare il mio neonato sonnolento per farlo mangiare?
Nelle prime settimane spesso sì. Finché il tuo bambino non ha recuperato il peso della nascita e non cresce bene, ha bisogno di almeno otto pasti in 24 ore. Si conta dall’inizio di un pasto all’inizio del successivo e, anche di notte, non dovrebbero passare più di circa quattro ore. Per svegliarlo meglio: aspetta una fase di sonno leggero, quando gli occhi si muovono sotto le palpebre o fa schioccare la bocca. Aumenta un po’ la luce, spoglialo lasciando solo il pannolino e cambialo. Tienilo in posizione verticale, parlagli e accarezza schiena e pianta dei piedi. Poi mettilo pelle a pelle. Se al seno si riaddormenta, comprimi delicatamente il seno o cambia lato. Se cresce bene, di notte puoi lasciarlo dormire più a lungo. Se invece, nonostante tutto, quasi non si sveglia, nemmeno quando lo spogli, se braccia e gambe sono flosce o si limita a lamentarsi piano, ha bisogno di aiuto medico immediato.
Come faccio a riconoscere la diarrea se le feci da latte materno sono già liquide?
Dal cambiamento. Diarrea significa: improvvisamente molto più frequente e molto più acquosa del solito, con feci che quasi scompaiono nel pannolino, a volte con muco, sangue o un odore pungente. In questo caso chiama il pediatra oppure, fuori orario, la guardia medica (in Italia il 116117, dove è attivo, oppure il numero della tua ASL). Nel frattempo: continua ad allattare e attacca più spesso il bambino; il latte artificiale va preparato normalmente, senza diluirlo. Niente rimedi casalinghi come tisane o cola, e soluzioni reidratanti solo su consiglio medico. Lavati accuratamente le mani dopo ogni cambio. Il tuo bambino ha bisogno di aiuto medico immediato se beve male, ha pochissimi pannolini bagnati, appare abbattuto oppure ha meno di tre mesi e 38,0 °C o più.
Quanto spesso devo controllare il colore delle feci?
Non serve controllare ogni pannolino. Dopo la fase del meconio basta dare un’occhiata consapevole una volta al giorno, alla luce del giorno, soprattutto nei primi mesi di vita. Se le feci ti sembrano più chiare del solito, e hai una carta dei colori delle feci, mettila direttamente accanto: non usare una foto sul telefono. Feci pallide, biancastre, grigie o color argilla significano a qualsiasi età: visita medica entro 24 ore, anche se il tuo bambino sembra stare bene.
Posso dare acqua o tisane al mio bambino?
Nei primi quattro-sei mesi il tuo bambino non ha bisogno né di acqua né di tisane, nemmeno di finocchio o camomilla, acqua zuccherata o succhi. Latte materno o latte artificiale coprono completamente il fabbisogno di liquidi, anche con ittero o feci dure. Nelle giornate calde, con febbre o diarrea, attacca più spesso al seno un bambino allattato; a un bambino che prende il biberon offrilo più spesso. Prepara sempre il latte esattamente come indicato sulla confezione, mai più diluito e mai più concentrato. Il miele è vietato per tutto il primo anno di vita. Se nonostante questo i pannolini sono pochi o scuri, chiama il pediatra.
Devo cambiare il pannolino di notte?
Un pannolino con feci va sempre cambiato, anche di notte, perché le feci irritano la pelle. Se invece è solo bagnato, puoi valutare: se è molto pieno, perde o il sederino è arrossato, cambialo. Accendi solo una luce soffusa, prepara tutto prima e parla a bassa voce. Se il tuo bambino si addormenta subito mentre mangia, cambialo prima della poppata o tra un seno e l’altro, così resterà più sveglio. Dopo torna a dormire sulla schiena, nel suo sacco nanna e nel suo lettino, senza coperta, cuscino o peluche. Nei primi giorni, finché stai contando i pannolini bagnati, vale la pena dare una rapida occhiata a ogni cambio.
Moonsleep offre indicazioni, non consigli medici. Si basa su linee guida cliniche e fonti esperte, verificate con il database di riferimento di Moonsleep.






